THE BASTARD SONS OF DIONISO

THE BASTARD SONS OF DIONISO

A due anni dall'uscita del loro ultimo disco tornano THE BASTARD SONS OF DIONISO con l’album “Per Non Fermarsi Mai” anticipato dal singolo “Rumore Nero” in radio dal 21 ottobre 2011.

Biografia

The bastard sons of Dioniso nascono come power trio nel 2003: Jacopo, Michele e Federico si conoscono già, sono a scuola insieme, ma suonano ognuno in un gruppo diverso. Una sera d'estate però partecipano ad un concorso con le loro rispettive band e alla fine decidono di formare un nuovo trio. Insieme riescono a trovare subito una sintonia e una naturalezza non indifferenti. Nel 2004 iniziano ad esibirsi dal vivo ovunque gli capiti: ad oggi i concerti fatti sono circa 160 in piazze e locali del Trentino, di cui 78 solo nel 2007. La loro musica prende spunto dal rock degli anni ’70, con venature punkeggianti e vocalizzi a tre voci che strizzano l'occhio ai Beatles ma anche a Crosby Stills Nash & Young. Caratteristica principale dei TBSOD la possibilità di proporre due diversi live set: uno interamente hard’n’roll (chitarra/basso/batteria), l’altro unplugged con chitarre acustiche, nel quale i TBSOD ripropongono pezzi originali affiancando cover di Kings of Convenience, Crosby Stills Nash & Young, Tenacious D e Beatles. In tre anni vincono i maggiori concorsi trentini, quali Concentratissimo Rock 2005, Girorock 2006, Festival Acustico di Trento 2006, Aspettando Mesiano 2006, Suoni Universitari 2007. Poi si classificano secondi alle selezioni regionali di Arezzo Wave nel 2007. Quando allargano i loro confini partecipano al Festival delle Radio Universitarie di Padova e cominciano a girare per le radio: non solo interviste ma anche veri e propri concerti in diretta, negli studi di Radio RAI, Radio Dolomiti, RTT, Radio NBC e Radio Gamma. Nel frattempo pubblicano due album autoprodotti nel 2006 e nel 2007: uno elettrico, Great Tits Heat!, e uno acustico, Even Lemmy Sometimes Sleeps. Dopo migliaia di quintali scaricati dal loro furgone, migliaia di chilometri macinati in giro per il Trentino, migliaia di ore di sonno perse e altrettanti sbadigli in cantiere la mattina, per sbaglio, approdano in televisione. Proprio dove non avrebbero mai voluto stare. E invece di scappare, decidono che forse X-Factor può rappresentare l'opportunità per cambiare qualcosa, per iniziare a far conoscere il loro rock anche oltre le barriere provinciali. Arrivano secondo e firmano un contratto con la Sony Music, esce un EP, L'Amor Carnale, disco d'oro con oltre 40.000 copie vendute. Trascorrono l'estate in tour, contemporaneamente registrano nel 2009 il loro secondo album In stasi perpetua, il primo vero e proprio album con Gaudi nel ruolo di produttore artistico, che rimarrà per alcune settimane nella top ten dei dischi più venduti. Il loro talento viene riconosciuto anche da illustri colleghi che li invitano a condividere il loro palco. Tra questi: Caparezza, Derozer, Franky Hi-NRG, Omar Pedrini, Gatto Panceri, Labyrinth, Andrea Braido, Federico Poggipollini, Sun Eats Hours, Bikini the Cat, Paolo Benvegnù, Julie’s Haircut, Persiana Jones, Red Worms Farm. Continuano a girare in lungo e in largo l'Italia in tour: nel 2010, il 4 luglio, sono all'Heineken Jammin' Festival, l'anno dopo, nell'estate 2011, fanno da opening act per Ben Harper e Robert Planti nelle due date italiane di Roma e Milano. Bastardi nel nome ma non nell'animo: TBSOD sostiene numerose iniziative benefiche, prende parte al supergruppo Rezophonic, con cui incide il singolo "Ci vuole un fiore", uscito il 21 maggio 2011, e che fa parte del progetto Rezophonic 2 - Nell'acqua, il cui ricavato andrà ad AMREF per la costruzione di pozzi d'acqua nel Kajiado in Africa. Per non fermarsi mai è il loro nuovo album che arriva a due anni dall'uscita del loro ultimo disco.


PER NON FERMARSI MAI

PER NON FERMARSI MAI

"Per non fermarsi mai è un disco Potente, Semplice e Bellissimo. I ragazzi stanno bene, hanno messo da parte le cantiche punk da matricole di lettere, hanno tolto dalle loro rubriche i producer di X Factor, ripescato vecchi materiali, ascoltato i Them Crooked Vultures e tirato fuori 11 tracce limpide come aria di montagna. Tutte in italiano (esclusa una strepitosa cover di Tomorrow Never Knows dei Beatles) e tutte da playlist..." (Matteo Maresi Vicecaporedattore Rolling Stone Magazine)

Tracklist

  • AVVOLTOI
  • PORTE IN FACCIA
  • RUMORE NERO
  • LA CATARIFRANGENZA
  • STARE BENE IN MEZZO AL MALE
  • SANGUE STASERA
  • MINISTRI DELLA PAROLA
  • VELENO
  • TOMORROW NEVER KNOWS
  • MAI E POI MAI
  • QUELLO CHE FOO
  • LUCIDARE I TAGLI

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